“Inputs sulle catene miofasciali modificano il sistema posturale a breve termine”

ABSTRACT

Visto che uno dei principi fondamentali su cui erge l’osteopatia è “l’autoguarigione del corpo” e preso atto dell’ubiquità fasciale, abbiamo voluto dimostrare come un semplice lavoro standardizzato di riarmonizzazione di tutte le catene miofasciali porti ad una modificazione posturale in tutti i pazienti, indistintamente dall’età e sesso. Sono stati inclusi nella ricerca 50 pazienti tra maschi e femmine di età comprese tra i 7 e i 50 anni che non avessero patologie diagnosticate ed evidenziabili da esami strumentali riconducibili alla loro causa di malessere. A tutti i pazienti sono stati somministrati una batteria di test posturali, VAS, pedana statica e stabilometrica prima e dopo il trattamento standardizzato di riequilibrio posturale secondo la riarmonizzazione delle catene miofasciali (trattamento poco invasivo e ben tollerato dai pazienti). Abbiamo potuto osservare che tutti i test hanno subito modifiche nel post trattamento, soprattutto la distribuzione di carico nella rilevazione statica con pedana statica-stabilometrica.
Nell’articolo si dimostra che anche la sola induzione al rilascio miofasciale porta nell’immediato ad una modifica del sistema posturale senza dover svolgere un trattamento profondo e mirato.

INTRODUZIONE

La liberazione delle catene miofasciali migliora la comunicazione dei diversi sistemi del nostro corpo. Le catene miofasciali sono circuiti in continuità di direzione e di piano attraverso i quali si propagano le forze organizzatrici del corpo. Le leggi fondamentali di organizzazione del corpo sono Equilibrio, Economia e Confort. Il Sistema Tonico Posturale d’Aplomb (STP), sistema ad entrate multiple in cui la modificazione di una delle entrate modifica l’equilibrio di tutto il sistema (sistema cibernetico), serve per mantenere la posizione eretta con baricentro elevato da terra (L3) e per permettere movimento quando siamo in posizione eretta con schemi antigravitari.
Nel sistema posturale fine si dovrebbero produrre oscillazioni posturali in ortostatismo inferiori al 4° (sistema del pendolo inverso con riferimento alla caviglia). Non sempre questo accade anche perché il sistema posturale fine ascolta stimoli di piccola intensità (recettore oculare, podalico, stomatognatico) e risponde secondo un concetto globale di non linearità dove piccole differenze iniziali producono grandissime differenze finali facendo fallire la Precidibilità. Inoltre sappiamo che tutte le vie nervose (piramidali, extrapiramidali, visive…) passano dal talamo che poi rinvia alla corteccia le informazioni sensitive, quindi ogni componente ha anche un’informazione limbica, quindi Emozione.
La Postura è quindi il risultato dell’interazione tra i sistemi osteoarticolare, neurosensoriale, emozionale e miofasciale.
Il compito dell’osteopata sarà quello di preparare il sistema autonomino-connettivale affinchè possa rispondere al riallineamento posturale. Una disfunzione, non è altro che l’espressione dell’alterata trasmissione dell’informazione neurale per la quale interagiscono forze elettromagnetiche ed elettromeccaniche, che l’osteopata riesce a valutare percependo palpatoriamente un’alterazione della qualità tissutale.
La fascia è l’unico tessuto che modifica la sua consistenza se sottoposta a stress (plasticità) e che può riprendere la sua elasticità se è sottoposta a manipolazione (malleabilità).
La fascia costituisce un punto di appoggio per tutto l’appartato muscolare. E’ definita lo “scheletro molle” del corpo. Si può ritrarre o rilasciare grazie al sistema simpatico.
Dal cranio partono tutte le catene muscolari antigravitazionali (o statiche) e dinamiche, che attraversano il nostro corpo ed uniscono i due estremi opposti dell’organismo: le 5 catene miofasciali collegano le quattro sfere principali del nostro corpo (sfera pelvica, addominale, toracica e cranica) agli arti superiori ed inferiori.
Queste cinque catene hanno dei muscoli relais che permettono il passaggio da una catena muscolare verso un’altra e se lavorano in modo armonico tra loro, nessuna di esse dovrebbe aver un tono prevalente, altrimenti vuol dire che una di esse ha preso il sopravvento.
I’intento di questo studio è stato analizzare come il sistema fasciale in toto reagisse a degli stimoli globali e se il risultato portasse poi realmente al principio dell’autoguarigione del corpo.

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"Inputs sulle catene miofasciali modificano il sistema posturale a breve termine" - Recco Simona, Bonacina Romolo - [ 281 KB ]


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