Il trattamento osteopatico nelle cervicalgie e nella cefalea miotensiva

La “cervicalgia” è uno dei problemi posturali più diffusi: è causa di numerosi sintomi, che a volte possono limitare seriamente la qualità della vita.
Il dolore cervicale affligge  fino al 50% della popolazione ogni anno. L’incidenza massima si riscontra dopo i 40 anni e le donne risultano più inclini a sviluppare tale patologia.1
Tra i fattori di rischio vi sono le posture viziate al lavoro, associate ad una flessione del rachide cervicale mantenuta a lungo,  un alto stress psicologico, il fumo, passare molto tempo davanti a device elettronici e un precedente trauma  in regione cervicale che  ha comportato dei danni tissutali o delle alterazioni  funzionali1.
Nella maggior parte dei casi, all’origine del dolore c’è un’alterazione non grave che interessa le strutture  muscolo-scheletriche situate nella regione cervicale: muscoli, legamenti e dischi intervertebrali, che garantiscono sia il movimento (dato che il collo ha una notevole mobilità per consentire allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni) sia il sostegno. Uno stress meccanico esagerato e non corretto rispetto a quello che queste strutture possono sopportare, provoca dolore.2
L’eziopatogenesi è però varia, può essere dovuta da problemi discali, artrosici, stomatognatici, vestibolari, visivi e molti altri; tutti con una caratteristica comune: la forte tensione della muscolatura cervicale.3
Uno dei disturbi più frequenti e fastidiosi associati al dolore cervicale è la cefalea, comunemente chiamata “mal di testa”. 4
Il mal di testa può compromettere in molti modi la qualità della vita sociale e professionale, soprattutto quando diventa malattia. Le terapie farmacologiche spesso usate in fase acuta hanno poca influenza sulla prevenzione e guarigione totale dagli attacchi.5
Le cefalee vengono divise in due grandi categorie: le cefalee primarie, in genere benigne e senza conseguenze e quelle secondarie, legate a condizioni patologiche anche molto gravi.6
Le cefalee primarie, che interessano la figura dell’osteopata, sono:
1) Cefalea mio-tensiva: caratterizzata da episodi di cefalea di durata variabile da minuti a giorni. Il dolore è tipicamente compressivo-costrittivo. Viene descritto dai pazienti  “come una fascia che stringe la testa”;7
2) Emicrania: il dolore è unilaterale e alcuni episodi sono preceduti o accompagnati da segni o sintomi sensoriali premonitori (la cosiddetta emicrania “con aura”), come flash di luce, visione di punti neri o formicolio alle gambe o alle braccia. Insieme all’emicrania, spesso si presentano nausea, vomito ed estrema sensibilità alla luce e ai rumori;7
3) Cefalea “a grappolo”: caratterizzata da attacchi intensi di dolore in sede temporale e peri-orbitaria. La particolarità è che gli attacchi si ripetono ciclicamente seguendo sempre lo stesso schema; tali fase attive vengono definiti “grappoli” (in inglese”cluster”).  L’intenso dolore è causato dall’eccessiva dilatazione dei vasi cranici che generano pressione sulle terminazioni sensitive del nervo trigemino. I “grappoli” solitamente hanno una durata che può variare da alcune settimane ad alcuni mesi ed in genere sono seguiti da periodi in cui gli attacchi cessano completamente.7
Cefalea mio-tensiva ed emicrania sono tra le prime tre patologie più frequenti a livello mondiale.8 In Europa il 38-42% della popolazione soffre di cefalea mio-tensiva, mentre il 10% sono soggetti con emicrania e il 3% quelli che lamentano cefalea cronica.9
L’OMS ha valutato che l’emicrania colpisce almeno una volta nella vita il 90% della popolazione mondiale ed è stata inserita, nel 2002, tra le 20 patologie più disabilitanti in tutte le fasce d’età.8
Numerosi sono i fattori che possono condizionare la comparsa della cefalea: psicogeni, osteoarticolari, muscolari, masticatori etc. I fattori più scatenanti sono la tensione nervosa, lo stress, l’affaticamento mentale, lo sforzo attentivo o di concentrazione protratto e il mantenimento prolungato di posture scorrette. Ne risulta pertanto che gli individui maggiormente colpiti sono coloro costretti al mantenimento di particolari posizioni corporee con simultaneo impegno mentale (ad esempio studenti, insegnanti, sarti etc).7
Nel corso degli anni, l’uso di tablet, telefoni cellulari e dispositivi informatici interattivi è aumentato; basta guardarsi attorno in un bar, sull’autobus o nella sala d’attesa: quante sono le persone piegate e “curvate” sullo schermo di uno smartphone? Molte persone usano i loro telefoni per ore durante il giorno con l’uso crescente dei social media e, inoltre, l’uso di tablet e PC è aumentato notevolmente negli ultimi 10-15 anni.10

Per utilizzare questi dispositivi, soprattutto i cellulari, è necessario mantenere per un determinato periodo di tempo la flessione della regione cervicale, che però ha degli effetti negativi sulla curva lordotica di questo tratto. A causa della prolungata tendenza alla flessione, l’effetto peso creato dal carico della testa e dalla tensione dei muscoli del collo provocherà un adattamento strutturale della componente osteo-articolare che con il tempo può portare a una degenerazione delle vertebre cervicali e dei dischi intervertebrali ,e ad una perdita della fisiologica lordosi cervicale con un aumento della flessione del tratto cervico-dorsale.11
Di conseguenza, si possono verificare degenerazioni discali, stenosi cervicale e sintomi radicolari.11
Secondo uno studio diretto dal professor Kenneth Hansraj nel 201411, stare sempre chinati a guardare il proprio cellulare o il tablet, così come lavorare al pc tutto il giorno, può essere equivalente per la schiena a portare in braccio un bambino di 7-8 anni. La testa di un adulto pesa in media tra i 4,5 e i 5 chili, ma quando la incliniamo in avanti di 60 gradi, come succede leggendo al cellulare, il collo deve sopportare un peso pari a 27 chilogrammi.11
Il peso sulla colonna, scrivono i ricercatori, aumenta in modo drammatico quando si piega il collo. La perdita della curvatura naturale della cervicale porta a un aumento della tensione sul collo e sulle spalle e questo peso nel tempo si traduce in dolore, rigidità e mal di schiena.11
Da questi studi si evince la forte correlazione tra emicrania e muscoli cervicali, basti pensare che il muscolo trapezio, uno dei muscoli più contratti e rigidi in caso di problema cervicale, termina fondendosi con l’inserzione del muscolo occipito frontale. Risulta evidente come una forte tensione del muscolo trapezio possa poi tradursi in un’irritazione del muscolo occipito-frontale, che porta ad episodi di emicrania12.

Un altro importante collegamento, spesso sottovalutato, tra mal di testa e cervicalgia “passa” dalla bocca attraverso collegamenti miofasciali e neurologici. Tra i collegamenti miofasciali svolge un ruolo rilevante la catena linguale, tra quelli neurologici il trigemino che innerva i muscoli masticatori e l’articolazione temporo-mandibolare.13
L’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) è coinvolta in molteplici azioni tra cui deglutizione, masticazione, fonazione e respirazione. La maggior parte dei disturbi dell’ATM sono causati da squilibri e/o lesioni causate da movimenti ripetitivi che causano stress e affaticamento dei muscoli adibiti alla masticazione, deglutizione e a tutta la muscolatura cranio-vertebrale-cervicale, dorsale superiore e dello stretto toracico superiore. Questa condizione può predisporre e favorire l’insorgenza di artrosi cervicale, soprattutto se non trattata e protratta nel tempo.13
Un’altra connessione tra emicrania e dolori cervicali può essere trovata nel nervo vago: uno stato di forte contrattura della muscolatura cervicale può creare disfunzioni del nervo vago. Il X nervo cranico parte da una struttura chiamata tronco dell’encefalo e diffonde verso molti organi, specialmente quelli digestivi4.
Nervo vago e tronco dell’encefalo ricevono influenze significative dalle prime due vertebre cervicali e dai loro muscoli: ecco come problemi cronici alle componenti cervicali possono creare contemporaneamente disturbi digestivi e mal di testa.
Sarà importante, nel trattamento di una cefalea, un approccio multidisciplinare viste le diverse possibili cause che possono portare alla manifestazione di tale patologia.
Alla luce dei collegamenti descritti, l’osteopata avrà un ruolo molto importante nella risoluzione di tale problematica; in una prima fase, attraverso un attento esame posturale, andrà a valutare la corretta funzionalità del tratto cervicale, l’eventuale presenza di disfunzioni articolari e se vi sono delle disfunzioni di origine stomatognatica o visiva tali da richiedere l’intervento di uno gnatologo o di un optometrista.
In caso di disfunzioni articolari, l’osteopata potrà normalizzarle attraverso diverse tecniche, come le manipolazioni in thrust, quelle fasciali e articolatorie, oltre all’inibizione dei muscoli occlusali, agendo così anche per via neurologica, sui collegamenti trigemino cervicali. Naturalmente il ruolo dell’osteopata non si limiterà solo al trattamento della zone cervicale, ma anche di quelle disfunzioni a distanza che possono essere una con-causa nello sviluppo del sintomo, cercando anche di migliorare lo schema posturale.

 

BIBLIOGRAFIA

1 Pubmed: The epidemiology of neck pain. Hoy DG, Protani M, De R, Buchbinder R. Best Pract Res Clin Rheumatol. 2010 Dec; 24 (6):783-92.
2 <<Il dolore cervicale. Guida alla valutazione e al trattamento>>, Marco Testa et Andrea Zimoli
3 Pubmed: Epidemiology, diagnosis and treatment of neck pain. Cohen SP. Mayo Clin Proc. 2015 Feb; 90(2):284-99
4 Pubmed: Headache. Kunkel RS. The Cleaveland Clinic Department Of Neurology Reviewed Jan 25, 2005
5 Pubmed: Medication-overuse headache: epidemiology, diagnosis and treatment. Espen Saxhaug Kristoffersen and Cristofer Lundqvist. The Adv Drug Saf. 2014 Apr.
6 Pubmed: The international Classification of Headache Disorders, 2nd edn. Torelli P et al. Cephalalgia 2004
<<Aspetti psicopatologici delle cefalee primarie. Teorie, metodi e risultati della ricerca>>, Mauro Pini.
8   Pubmed: Epidemiology of headache. Manzoni GC, Stovner LJ. Handb Clin Neurol. 2010;97:3-22.
9 Pubmed: Prevalence of headache in Europe. Stovner LJ, Andree C. J Headache Pain. 2010 Aug; 11(4): 289–299.
10 Pubmed: The Effect of Technological Devices on Cervical Lordosis.  Ahmet Öğrenci,1,* Orkun Koban,1 Onur Yaman,2 Sedat Dalbayrak,1 and Mesut Yılmaz1Open Access Maced J Med Sci. 2018 Mar 15; 6(3): 467–471.
11 Pubmed: Assessment of stresses in the cervical spine caused by posture and position of the head. Hansraj KK1. Surg Technol Int. 2014 Nov;25:277-9.
12 Pubmed: Pressure pain sensitivity mapping of the temporalis muscle revealed bilateral pressure hyperalgesia in patients with strictly unilateral migraine. Fernández-de-las-Peñas C1Madeleine PCuadrado MLGe HYArendt-Nielsen LPareja JA. Cephalalgia. 2009 Jun;29(6):670-6
13 Pubmed: Cervical Referral of Head Pain in Migraineurs: Effects on the Nociceptive Blink Reflex. Dean H. Watson MAppSc Peter D. Drummond PhD. First published: 25 March 2014)


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