“Concetti moderni di placebo ed applicazioni in medicina e terapia manuale”: un nuovo articolo scientifico dal nostro team docenti

INTRODUZIONE

Le neuroscienze moderne si sono concentrate su due aspetti principali relativi all’effetto placebo: in primo luogo, l’identificazione delle basi del placebo come i sistemi e le regioni cerebrali responsabili del fenomeno placebo e in secondo luogo, le implicazioni della ricerca con placebo per la pratica clinica (Benedetti F. et al. 2012).
L’attenzione si è spostata dal contenuto “inerte” dell’agente placebo (ad es. capsule di amido) al concetto di simulazione di una terapia attiva in un contesto psicosociale (Price DD. Et al. 2008).

PLACEBO e CONTESTO PSICOSOCIALE

La ricerca sull’effetto placebo ha dimostrato il ruolo cruciale del contesto psicosociale, portando a un modello globale di medicina che include processi chimici e psicologici. In effetti, qualsiasi trattamento terapeutico, sia esso farmacologico o procedurale, può essere descritto come il risultato di due diversi processi, entrambi che contribuiscono al beneficio terapeutico: il processo chimico specifico, ovvero l’azione dell’agente farmacologico (ad es. Morfina) e il “rituale” del processo, ovvero il contesto psicosociale che circonda il trattamento, compreso l’atto della sua somministrazione (Benedetti F. et al. 2012).
Processi cognitivi come aspettativa, anticipazione, motivazione, desiderio, convinzione e ottimismo sono in gioco nel processo di guarigione (Geers AL. et al. 2005).
Il placebo è un processo psicologicamente e fisiologicamente attivo associato a una forte risposta ipoalgesica (Vase L. et al. 2009).

PLACEBO e REGIONI CEREBRALI

Studi di neuroimaging hanno anche dimostrato che l’effetto placebo si verifica insieme all’attivazione di una complessa rete neurale, con aree prefrontali che svolgono un ruolo cruciale (Wager TD. Et al. 2004; Krummenacher P. et al. 2010).

PLACEBO e UTILIZZO NELLA PRATICA MEDICA

Notevoli effetti placebo sono stati dimostrati in diverse condizioni, come dolore (Morton DL. et al 2010), prurito (Van Laarhoven AI. et al. 2011), morbo di Parkinson (Lidstone SC. et al. 2010), depressione (Leuchert AF. et al 2009), ansia (Colloca L., Benedetti F. 2007), asma (Wechsler ME. et al. 2011) e prestazioni sportive (Beedie CJ. et al. 2006; Pollo A. et al. 2008).

PLACEBO e ASPETTATIVE

L’aspettativa di un risultato rappresenta un fattore cruciale in ogni trattamento medico. In effetti, una procedura terapeutica produce un effetto in parte a causa delle aspettative del paziente. Esistono processi coscienti attivati ​​da diversi fattori, come istruzioni verbali, interazione paziente-medico, eccitazione emotiva del paziente (Benedetti F. et al. 2012).
Il potere di aspettativa attraverso suggerimenti verbali è stato documentato anche in condizioni cliniche come l’asma e la sindrome dell’intestino irritabile (Wechsler ME. Et al. 2011; Kaptchuk TJ. Et al. 2010).

PLACEBO ed EMPATIA

Nello studio di Kelley JM. et al. (2009), hanno studiato i bisogni affettivi in un progetto sperimentale con agopuntura placebo. L’interazione empatica ha prodotto un miglioramento rispetto alle interazioni neutre. Questo studio evidenzia l’importanza dell’interazione clinica durante il processo di guarigione.
In un altro studio, Verheul W. et al. (2010) hanno suggerito che solo una comunicazione calda ed empatica con aspettative positive ha portato a una riduzione significativa dello stato di ansia. Questi risultati suggeriscono importanti implicazioni per la pratica medica.

PLACEBO e TERAPIA MANUALE

Il contesto del trattamento tra cui la tecnica, il terapista manuale, il partecipante, l’ambiente e l’interazione tra questi fattori può contribuire agli esiti dei pazienti (Bialosky JE et al. 2011).

CONCLUSIONI

La letteratura più recente suggerisce che il placebo ha effetti fisiologici e psicologici sul dolore. Bialosky JE. et al. (2011) suggeriscono che il placebo non è “niente”, ma uno dei probabili molti meccanismi potenzialmente rilevanti attraverso i quali la terapia manuale migliora gli esiti clinici relativi alle condizioni di dolore. Non stanno suggerendo che i terapisti manuali includano interventi inefficaci o inerti nella cura dei loro pazienti con il suggerimento di probabili risposte positive. Piuttosto, raccomandano che i terapisti manuali adottino misure per massimizzare i meccanismi del placebo minimizzando l’umore negativo, massimizzando le aspettative realistiche e attingendo alle preferenze del paziente e all’esperienza passata per interventi basati sull’evidenza.
Il controllo del placebo nella medicina fisica e riabilitativa continua a rappresentare un argomento intrigante ancora dibattuto dal punto di vista sia teorico che pratico. Ancor più che in altri campi di ricerca, i ricercatori di terapia manuale dovrebbero cambiare idea sul placebo come trattamento inerte, iniziare a considerare il placebo come trattamento terapeuticamente attivo e prendersi cura di tutti gli aspetti che determinano la sua influenza sugli esiti clinici, come i fattori contestuali. (Rossettini G., Testa M. 2018).
Un’elevata eterogeneità per quanto riguarda il placebo usato tra gli studi, la mancanza di informazioni sui metodi placebo e la variabilità all’interno dello studio tra la falsità e le procedure di trattamento reali suggeriscono prudenza nella lettura e nell’interpretazione dei risultati in studi clinici randomizzati controllati osteopatici (RCT). Devono essere compiuti sforzi per promuovere linee guida per progettare il placebo più affidabile per RCT manuali come mezzo per aumentare la validità interna e migliorare la validità esterna dei risultati. (Cerritelli F. et al 2016).

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